«Tutt el mond a l'è paes, a semm d'accòrd, ma Milan, l'è on gran Milan.»

by: Milano sparita

 

Milan l'è la segonda cittaa pussee granda de l'Itàlia dòpo Roma, e la se troeuva in de la pianura de la Lombardia, la region pussee sviluppada e pussee popolada d'Italia. I sò abitant se ciamen milanes, ma ghe disen anca "meneghitt" del nomm de la maschera de carnaval Meneghin.

La cittaa la gh'ha 1,3 milion de abitant, ma la soa area metropolitana la riva a 7,3 milion.
El nòmm de Milan el ven de Mediolanum, ona parolla che l'è la manera latinna de scriv el nomm celtich de la cittaa (i Gaj hann minga lassaa scritt el nomm in la soa lengua, ma l'è probabel che l'eva minga tropp different). Sto nomm l'eva faa sù cont on prefiss che ven de l'indeuropee *medhyo- "mezz, in mezz" e cont ona parolla celtica lan, che la voeur dì "pianura" (in dell'indeuropee l'era *plano-, ma in celtich el p in prenzipi di paroll el borla giò).

A Milan se troeuven anca dò squader de balon; el Milan e l' Inter, che insèma han vengiuu ventinoeuv scudett, noeuv Copp di campion, e cinq copp intercontinentàl. El sò stadi l'è a San Sir, e gh'hann daa el nòmm de "Giusepp Meazza" perchè Peppin Meazza l'è staa vun di pussée grand giugador de balon talian.

stazione centrale anni '30


Venditore di caffè in piazza del Duomo, 1915


Un venditore di caldarroste, 1915 


Giuseppe Verdi in piazza della Scala, 1890
 Quando gli autobus avevano le lettere...
Il Verziere
 
il naviglio di via San Damiano e il Ponte delle Sirenette 


La riviera milanese

Il ponte che collegava corso Como con il quartiere Isola 


Corso Como 1962
Piazza del Tricolore agli inizi del '900 e adesso. 
I due caselli daziari di Porta Monforte sono stati demoliti nel 1919.
Raccolta indifferenziata...
Piazza del Duomo e monumento a Vittorio Emanuele II
Piazza Fontana e via dell'Arcivescovado 



Via Pantano e via Bottonuto 
Poligono del tiro a segno nazionale in piazzale Accursio in una cartolina della prima metà del ‘900 
e in una foto recente, in uno stato di abbandono avvilente.
Corso Garibaldi angolo via degli Angioli.  
Via Broletto verso il Cordusio, fine Ottocento.
Se passate da via Broletto
Al numero 34
Potete anche gridare fare quello che vi pare
L’amore mio non si sveglierà
Ora dorme e sul suo bel viso

C’è l’ombra di un sorriso
Ma proprio sotto il cuore
C’è un forellino rosso
Rosso come un fiore
Sono stato io
Mi perdoni Iddio
Ma sono un gentiluomo
E a nessuno dirò il perché
A nessuno dirò il perchè...
(Sergio Endrigo)
Stadio San Siro (Giuseppe Meazza dal 1980)
L'antica facciata barocca della chiesa di San Babila, prima delle ristrutturazioni di fine Ottocento.
Il Castello Sforzesco e la Torre del Filarete, inizio Novecento.
quelli che... ogni tanto dovevano scendere per spingere il filobus...
Via Orefici e via Dante
La Darsena
Il Lazzaretto prima delle demolizioni del 1882.
sfollati sul Gamba de Legn'
El tumbùn de San Marc con il "ponticello dei suicidi", anni '20
Cascina Ghisolfa, 1910 circa (demolita nel 1914 circa con la costruzione dei magazzini Mecozzi, 
ora demoliti per la costruzione di un supermercato.
Lla cascina era ove ora c'è il parcheggio del supermercato, in fondo a via Pecetta)
Stazione Nord (oggi Cadorna).
Costruita nel 1895 e distrutta nel 1943 dai bombardamenti.
Il funerale di Giuseppe Verdi, 27 gennaio 1901.
Nei giorni che precedettero la morte del maestro, le strade intorno al suo alloggio vennero cosparse di paglia, affinché lo scalpitio dei cavalli delle carrozze non ne disturbasse il riposo.
Piazzale Loreto e viale Monza
Piazza Cordusio
EL GHISA - Il vigile urbano milanese
Alcuni sostengono che tale appellativo sia dovuto allo stemma di ghisa che portano sul caschetto; per altri invece deriva dal fatto che il cappello a cilindro, che i vigili portavano nel 1860, ricordava i tubi di ghisa di certe stufe o dei tubi di gronda.
 
Un tram a cavalli davanti alla ghirlanda (l’antica recinzione) del Castello Sforzesco, 1880 circa.
La Darsena negli anni Sessanta e adesso.
Vicolo Lavandai
Porta Romana
Piazza Vetra e via Vetraschi
Il naviglio Vallone e la Torre del Sale (nell'attuale via Conca del Naviglio), 
caduta sotto i bombardamenti del '43.
La vecchia Stazione Centrale demolita nel 1931.
Si trovava nell'attuale piazza della Repubblica.
Un vicolo della contrada del Bottonuto.
Il naviglio di San Marco, anni Venti.
Città Studi, anni Trenta.
Deposito delle carrozze in via Laghetto, 1900 circa.
 
Fiera di Porta Genova. Montagne russe. 1938
 


 


Piazza Vetra
 


 


  


Via Bisceglie
 



 



Oratorio di S. Protaso in Lorenteggio (anni 40)

 



Via Molino delle Armi

 


 



Parco Solari, 1934

 



El barchett de Boffalora sul Naviglio Grande a Milano, 1886.
Fu il servizio regolare per traghettare le persone.

 



Naviglio Grande presso San Cristoforo in festa

 



Corso Genova, 1900 circa

 



Corso Genova, 1920 circa.




Una bella nuotata nel Naviglio Grande, 1910 circa

 



La Torre del Sale (nell'attuale via Conca del Naviglio), caduta sotto i bombardamenti del '43

 



Alzaia Naviglio Grande, anni Venti

 



La Conca di Viarenna, o di Nostra Signora del Duomo, fatta costruire dalla Veneranda Fabbrica del Duomo tra il 1551 e il 1558, consentiva ai barconi che trasportavano il marmo di Candoglia destinato alla Fabbrica del Duomo di superare il dislivello fra la Darsena e la Fossa interna.
I barconi di materiali per la Fabbrica del Duomo erano contrassegnati con la dicitura “A.U.F.” (Ad Usum Fabricae).

 


 


 


el mulita
  

 


EL BRUMISTA - Era l'autista di carrozze.
La parola deriva dall'inglese "brougham", dal nome di lord Brougham (1778-1868), che ne lanciò la moda.

Da un articolo di Pierluigi Panza: Il brumista era un profilo caratteristico della Milano ottocentesca. La guerra ai brumisti cominciò negli anni Venti. Letta oggi la motivazione che indusse le amministrazioni comunali a soppiantare le carrozzelle a favore delle auto appare paradossale: si sosteneva che i cavalli sporcavano mentre le auto erano pulite. L'ultimo brumista milanese si chiamava Antonio Esposti. Era nato a Brugherio da genitori contadini. Iniziò la sua attività nel '54 in piazza del Duomo. Aveva un indisciplinato sauro bianco di nome Gianni e un baio scuro, Pierino. Entrambi avevano imparato a fermarsi da soli quando vedevano il semaforo rosso. Nel 1978, quando Esposti fu definitivamente costretto ad abbandonare l'attività , disse: "Io ci parlavo con il cavallo, e lui si voltava. Si può forse parlare con l'automobile?".



 


 
 l'anciuàt
 


el ranatt
 



Lavandaie sul Naviglio Grande, 1950 circa
 
Venditore di gamberi, 1920 circa
 


L'umbrelee (l'ombrellaio), anni Trenta
 


La fattorina del telegrafo - Via Santa Maria Fulcorina
 


El cadreghée – Il venditore di sedie, 1900 circa.
La “cadrega” nel dialetto milanese è la sedia.
Il “cadregatt” è colui che impaglia la sedia

 


El ciaparàtt
 


Venditori di ghiaccio, 1920 circa
 


Il venditore di scope, 1900 circa
 


Porta Ticinese - Venditore di limoni, 1920 circa
 


Venditore di lucido per scarpe in piazza San Nazaro in Brolo, 1900 circa
 


Il lanternaio
 


Donne tranviere
 


 


Il venditore di anelli per chiavi



            



Un venditore di bibite in piazzale Lagosta, 1950